Pier Paolo Pasolini prima…e dopo

Pier Paolo Pasolini prima…e dopo


Quando?

Inizio: Giovedi 20:30 (02 Novembre)
Fine: Giovedi 22:00 (02 Novembre)

Dove?

Auditorium Diocesano La Vallisa
Piazza del Ferrarese, 4, Bari

Descrizione

L'Occhio del Ciclone Theater propone in matinée scolastici e rappresentazioni serali lo spettacolo teatrale

"Pasolini - prima e...dopo"

Il debutto (2 Novembre - La Vallisa - Bari) avviene, non a caso, nel giorno del 42 ° Anniversario della morte dell'intellettuale bolognese. Per i contenuti dello spettacolo si rinvia alla scheda informativa. Per contatti chiamare il num. 3388286248.

Elementi Scenici: Gianfranco Groccia

Drammaturgia e Regia: Lino De Venuto

con: Lino De Venuto, Simone Bracci, Giambattista De Luca, Emanuella Lomanzo, Pietro Matarrese, Tiziana Nuzzo, Nicolò Restaini (e la partecipazione del pubblico)

Scheda Informativa:
L’unico modo per conoscere realmente Pier Paolo Pasolini è leggere e approfondire le sue opere che nell’insieme costituiscono la sua biografia. Lo spettacolo trae spunto da due elementi: il primo è “Siamo tutti in pericolo”, l’ultima intervista del giornalista Furio Colombo a Pasolini (sei ore prima della sua barbara uccisione), in cui il “Corsaro”, con una incisiva similitudine con la pioggia, metteva in guardia il popolo italiano dal pericolo, appunto, di stragi e golpe. Il secondo elemento riguarda la passione fin da piccolo dell’intellettuale bolognese, specialmente nel periodo della giovinezza friulana, per i treni, per le locomotive a vapore, per i movimenti lenti dei vagoni che trasportavano lavoratori, studenti, rari forestieri e anche emigranti. In qualche misura il treno diverrà il protagonista inconsapevole dei momenti più importanti della sua vita: “Più della metà dei miei versi - scrisse - sono stati pensati, o scritti, in treno”. La drammaturgia è quindi un immaginario Viaggio su Rotaie strutturato nell’attraversamento di “stazioni ferroviarie” idealmente rappresentate da diverse opere di Pasolini (Poesie a Casarsa, Una disperata vitalità, Calcio e Letteratura, Il Pianto della Scavatrice-Le Ceneri di Gramsci, Profezia, La Ballata delle Madri…): un viaggio vissuto con coraggio e passione in aperta e continua lotta con la società del suo tempo, sotto costante “pericolo” e con l’intimo presentimento di un epilogo tragico. Non diversamente, appunto, da una pioggia apparentemente innocua che lentamente e inaspettatamente si trasforma in un diluvio dagli esiti nefasti. Il tempo della fermata in ogni stazione consente agli attori, attraverso passi recitati e performance mimico-gestuali, di lambire, incunearsi, estrarre passi significativi della sfaccettata e multiforme scrittura del Viaggiatore-Poeta Pasolini. L’ultima stazione è Ostia: potrebbe sembrare la fine dello spettacolo ma non lo è: in scena viene introdotto un cavalletto con una grande foto di Pasolini con la quale un attore parla, rivolge domande, simula risposte, con ironia e sarcasmo gli confessa quel che ancor oggi, a 40-42 anni dalla sua morte, accade intorno a lui (icona pop, francobollo statale, citazione da Matteo Renzi, situazione processuale-Pelosi-Johnny Lo Zingaro, Scuola di formazione del Pd, proseguio di insulti, monumento di Ostia danneggiato, ecc). Al termine, come nella trasmissione “C’è Posta per te!”, l’attore consegna a “Pasolini” buste contenenti lettere e poesie postume di amici del mondo della cultura che lo frequentarono e hanno voluto lasciare una testimonianza scritta (Fallaci, Betti, E. De Filippo, Morante, Panagulis, Bianchi, Caproni, Schierano, ex insegnante-collega di Pasolini, ex Studenti…), gli chiede quale busta “vuole aprire”, che venga letta: una o più di queste testimonianze (o parti di esse), opportunamente concordate, potrebbero essere lette da spettatori-studenti. Il finale è un rinvio al momento conclusivo del film “Che cosa sono le nuvole”: le marionette di Totò e Ninetto Davoli (rispettivamente nei panni di Otello e Iago) celebrano un inno alla Poesia, “merce inconsumabile e inconsumata”.



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