Celebrazione giorno della conscenza nera 2017 torino

Celebrazione giorno della conscenza nera 2017 torino


Quando?

Inizio: Venerdì 19:00 (24 Novembre)
Fine: Domenica 22:00 (26 Novembre)
Altro

Descrizione

invitatti gia confermato

mestre chita(elisio fernandes )- vale d'aosta
contra mestre capaCete - roma
contra mestre diony - ravena
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proffessores da casa
prof gianluca - torino
prof pedro - portogallo
prof sapeca - torino
prof picolè - torino
prof eddy - asti
carioca - londra

capoeira - maculele-samba-danza del orixa - jongo - festa brasiliana e tantti altre

in breve piu informazione
Navio negreiro – Castro Alves
“Ontem plena liberdade, / A vontade por poder…/Hoje… cúmulo de maldade,/Nem são livres p’ra morrer”.

“E’ istituita la Giornata nazionale di Zumbi e della coscienza negra, da commemorarsi attualmente nel giorno 20 di novembre, data della morte del capo negro Zumbi dos Palmares”. È il primo articolo della legge 12.519, firmata nel 2011 dalla presidente del Brasile, Dilma Rousseff. In due brevi articoli, stabilisce formalmente che una giornata sia dedicata alla cultura e alla tradizione dei discendenti degli africani, ma anche alla lotta contro i pregiudizi e il razzismo ancora esistenti. Rimanda alla figura di Zumbi, perché la data è quella della morte dell’uomo simbolo della resistenza e della lotta contro la schiavitù. La ricorrenza in realtà esiste sino dalla metà del Novecento, ma solo due anni fa ha ottenuto riconoscimento formale dal governo federale, affiancandosi così alla Giornata della liberazione dalla schiavitù che cade il 13 maggio, giorno in cui la legge sull’abolizione fu firmata nel 1888. Chiamarla anche in italiano Giornata della coscienza negra, e non nera, è una scelta per ricalcare quanto accade in Brasile, dove l’accezione negativa dell’aggettivo viene ribaltata e trasformata in motivo di orgoglio.
In Brasile, dove vivono 194 milioni di persone, il 52% della popolazione si dichiara negro o mulatto. E del 10% di abitanti più poveri del Paese, lo è il 74%. “Quanti negri ci sono dove lavori? Quanti ne incontri nella coda del ristorante o del cinema che frequenti? Ora chiediti quanti ne conosci che sono collaboratori domestici”, proponeva come spunto di riflessione la ministra della Cultura Marta Suplicy, in un editoriale pubblicato sul quotidiano Folha de Sao Paolo in cui ha sottolineato l’esigenza di una società più integrata e omogenea, a tutti i livelli sociali. I movimenti che sostengono i diritti degli afrobrasiliani, intanto, riconoscono importanti progressi, tra cui la legge che dopo 13 anni di dibattito ha istituito le quote per negri e indigeni nelle università pubbliche. Ma denunciano anche che molto deve ancora essere fatto.
“Gli africani per quattro secoli furono portati in Brasile come schiavi, e la loro figura fu sempre mal valutata. Non esisteva coscienza di ciò che davvero erano e portavano con sé, né da parte loro, né dei portoghesi e dei loro discendenti”. Così spiega il clima sociale in cui nacque l’esigenza di affermazione della cultura e della tradizione degli afrobrasiliani la professoressa Vera Lucia de Oliveira, nata nello Stato di San Paolo e da anni residente in Italia. Insegna Letterature portoghese e brasiliana all’Università di Perugia, ha pubblicato diverse opere di poesia e per esse ha ricevuto vari premi in Italia e in Brasile. Nella fazenda lo schiavo non era altro che un bene da sfruttare, senza alcuna possibilità di esprimere se stesso e la propria cultura, che al contrario venivano represse e zittite come qualcosa che non aveva alcun valore e doveva essere cancellata. Era un modo per indebolirli e renderli inoffensivi: chi non ha tradizioni e cultura, chi non ha storia dietro di sé né senso di appartenenza a un gruppo, è indebolito e quindi meno pericoloso. La stessa capoeira nacque così, per il bisogno di esprimersi, di temprare il corpo e tenersi in forma, e per l’esigenza di usarla come arma.
La spinta all’abolizione non provenne solo dagli schiavi, per quanto essi tentassero fughe e si ribellassero. Per arrivare alla firma della legge con cui la principessa Isabella nel 1888 sancì la fine della schiavitù furono necessari decenni di lotta da parte delle elite culturali, di intellettuali, scrittori, parlamentari, avvocati, artisti, giornalisti. “La legge, però, arrivò contro il volere dei grandi proprietari terrieri. Chiesero compensazioni che non ottennero, quindi aderirono al movimento repubblicano e non a caso l’anno dopo il re fu cacciato. Non si sarebbe arrivati alla Repubblica, senza il loro appoggio”, spiega la professoressa de Oliveira. Tanto che i fazenderos reagirono con una rappresaglia: cacciarono dalle loro terre gli ormai ex schiavi, lasciandoli senza lavoro e senza alcuna proprietà, costringendoli a vagare per trovare nuovi luoghi in cui vivere. E decisero anche di sostituirli: chiamarono agricoltori dall’Europa, manodopera qualificata bianca scelta in alcune zone, tra cui anche l’Italia settentrionale. Dopo questa prima ondata selezionata, ne arrivarono però altre, fino a un totale di 5 milioni di persone nel giro di alcuni decenni. I nuovi immigrati non solo erano liberi, ma ottennero anche appezzamenti di terre. Gli ex schiavi neri invece, allo sbando, diedero vita a una massiccia migrazione interna, vagando fino a insediarsi alle periferia delle città, in zone dove nessuno voleva costruire. Come i Morros di Rio, pericolosi perché le grandi piogge corrispondeva il rischio di crolli e frane, e come le odierne favelas.
La scelta del 20 novembre è fortemente simbolica della lotta all’oppressione e del desiderio di riconoscimento e libertà. In quella data, nel 1695, fu ucciso il leader negro Zumbi dos Palmares, simbolo della lotta per la liberazione degli schiavi. Era il nipote di Ganga Zumba, re del Quilombo dos Palmares in Alagoas, quasi uno Stato indipendente grande come la Sicilia in cui vivevano 20mila persone, ex schiavi fuggiti dalle piantagioni. Zumbi guidò una fazione di scontenti dopo che lo zio aveva firmato un accordo con gli “oppressori”. Con il gruppo, resistette a 18 spedizioni dell’esercito del governo portoghese, fino a quando fu tradito da uno dei suoi fedeli collaboratori, che lo pugnalò a morte. Le prime notizie del Quilombo, secondo le fonti ufficiali, si hanno nel 1580, la sua fine oltre cento anni dopo. La figura di Zumbi è diventata leggendaria. Nel 1995 il presidente Fernando Henrique Cardoso, in visita nella zona dell’antico quilombo disse che non andava considerato un eroe negro, ma un eroe brasiliano.
Perché una giornata della coscienza negra? Con la firma della legge del 2011, viene istituzionalizza una tradizione esistente dalla metà del Novecento, nata per rivendicare le radici africane dei discendenti degli schiavi. La giornata è lo spunto per parlarne nelle scuole, per compiere attività culturali a tema, per ripercorrere la memoria storica della presenza africana in Brasile. Tutto questo accade dopo la revisione dei programmi scolastici, in cui oggi è previsto si studino la schiavitù e la sua storia, il ruolo dei discendenti degli africani nella società. Prima, la loro presenza culturale e la sua importanza venivano oscurate, nonostante la società brasiliana sia da sempre assimilazionista e nonostante il loro fondamentale ruolo nella cultura del popolo intero: le danze, la musica, la religione, la cucina, le parole…. “Oggi la discriminazione esiste ancora, ma ha cambiato forma”, spiega de Oliveira. Esiste il reato di razzismo, che viene punito con il carcere, ma altre forme meno esplicite sono intrinseche della società, come quelle economiche, legate all’accesso all’istruzione e al lavoro. “La società è andata dallo spicanalista e ha recuperato il suo passato, ha ripercorso la sua grande sofferenza. La giornata della coscienza è un passo in lungo percorso che il Paese ha in parte già fatto, per raccontare la sua storia e recuperare le voci prima non ascoltate. Recuperando un’identità multipla e composita”, continua.
Libri da leggere:
Casa Grande e Senzala, Gilberto Freire (1933)
Un defeito de cor, Ana Maria Goncalves
Pagine web da leggere:
http://www.brasil.gov.br/cidadania-e-justica/2012/11/dia-nacional-de-zumbi-e-da-consciencia-negra-e-comemorado-em-20-de-novembro

ENGLISH
“The national Day of Zumbi and Black awareness is established and is going to be celebrated annually on November 20, anniversary of the black leader Zumbi dos Palmares' death”. It’s the first article of the law 12.519 , signed in 2011 by the Brazilian president Dilma Rousseff. In two short articles it formally dedicates a day to the culture and traditions of African descendants and to the fight against prejudices and racism. It recalls Zumbi and his death, symbols of black resistance and fight against slavery. The celebration has been existing since the Sixties, but only two years ago it obtained formal recognition from the federal government. The day comes up beside to the national day of slavery abolition, celebrated on May 13. In that day of 1888 slavery was abolished. In Brazil the Day of Zumbi and Black awareness is called Dia da consciencia negra, instead of Dia da consciencia nera: a choice converting a word normally used with a negative meaning in an expression of pride.
Brazil has a popolation of 194 million people, whose 52% declares itself black or mixed. Of the 10% of poorest inhabitants, 74% declares itself black or mixed. “How many blacks can you count at your job? How many can you count in the line for restaurants or cinema? Now, ask yourself how many black people you know working as housemaid”, declared Culture minister Marta Suplicy in an editorial on newspaper Folha de Sao Paolo. She underlined the need of a more integrated society, at every level. Movements backing afrobrasilians’ rights admit many progresses have been done, like the law establishing quotas for blacks and indigenous people in public universities. But, they say, a lot have yet to be done.
“African people were been deported to America during four centuries and their role was always misread. A conscience of African identity did not exist, not for them nor for Portugueses and their descent”. Vera Lucia de Oliveira explaines this way the need of assertion of their culture and tradition. De Oliveira is a professor in Portuguese and Brasilian literatures at Perugia University, in Italy, and a poet in both Italian and Portogues languages. She published many books, obtaining several awards in both countries. Born in Brasil, in Sao Paolo State, she has been living in Italy since decades. She reminds that a slave in a fazenda was not treated as a person who needs to express its cultural heritage, but simply as a propriety to exploit. Capoeira, like many other cultural expressions, was born because of that exigence. The slave needed to express himself, toughen his body and use capoeira as a weapon.
The challenge to abolition did not come only from slaves, also if they escaped and rose up. Before 1888, when princess Isabel signed the law freeing slaves, the Brazilian intellectual elite fought for decades against slavery. Writers, representatives and politicians, lawyers, artists, journalists and many others cultivated groups struggled to obtain the law. “But the law was passed against the will of landholders. They asked for compensations, but they did not obtained them. Therefore they joined the republican cause. It was not a case that the king was removed from power just one year later. No Republic would have been founded without their approval”, says de Oliveira. Landowners reacted with another reprisal to slavery abolition: they threw their ex-slaves out of their lands, leaving them without job or proprieties. Black people had to wander to find new places to live. They were substituted at their former job with white skilled labour selected by former owners in some parts of Europe, including north of Italy. After the first wave of selected migrants, others arrived in Brazil. During some decades, 5 million people moved to the country. They were free and furthermore obtained plots of land. Former black slaves, meanwhile, wandered until they settled at outskirts of big cities and in places where none wanted to build. Like, for examples, the Morros of Rio de Janeiro, hitted by dangerous landslides when pounded by heavy rains, and favelas.
The choice of November 20 to celebrate the Day of Zumbi and Black awareness is deeply symbolic. It recalls the fight against oppression, the desire of appreciation, the claim of freedom. On that day in 1695 the black leader Zumbi dos Palmares was killed. He was the symbol of the fight for freedom from slavery. He was Ganga Zumba’s nephew. Ganga Zumba was the king of Quilombo dos Palmares, in Alagoas, a sort of indipendent State whose extension was similar to Sicily. Twenty thousands people lived there, all former slaves escaped from plantations. Zumbi was the leader of a faction formed by people dissatisfied by a deal Ganga Zumba joined with oppressors. The group resisted to 18 military expeditions sent from the portuguese government, until a former friend betrayed Zumni and stabbed him to death. First official news about the existence of the Quilombo date back to 1580, its end war registered a century later. Zumbi became legendary. In 1995 former president Fernando Henrique Cardoso visited the area of the ancient quilombo and declared Zumbi was to be considered more than a black hero: a Brazilian hero.
Why does Brazil need a national Day of Black awareness? The 2011 law institutionalized a tradition existing since the Sixties, born to affirm slaves’ African roots. The day prompts discussions and events in schools and other cultural places, to retrace the memory of Africans in Brazil. This happens after a law reviewed school programs in order to let children study the slavery and the role of African descents in history. Before that, the black cultural presence and its importance were eclipsed, even if the Brazilia¬¬¬¬n society is deeply integrating and despite the importance of traditions like dance, music, religion, cooking, language for the whole Brazilian people. “Discrimination still exists, but its shape changed”, explains de Oliveira. Racism amounts to a crime in the country, punished with detention. But less explicit forms of racism are intrinsic in society, like disparities in wealth, education, work. “The Brazilian society talked to a psychoanalyst and retrieved its past. It travelled through its big pain again. The Day of Black awareness is a step in a long way the country is going along, and partially already went along, to tell its story and recover the voices it did not listen to. Now it can form a multiple and heterogeneous identity”, concludes de Oliveira.
Books to read:
Casa Grande e Senzala, Gilberto Freire (1933)
Un defeito de cor, Ana Maria Goncalves
Web content to read:
http://www.brasil.gov.br/cidadania-e-justica/2012/11/dia-nacional-de-zumbi-e-da-consciencia-negra-e-comemorado-em-20-de-novembro

PORTOGHESE

“É instituído o Dia Nacional de Zumbi e da Consciência Negra, a ser comemorado, anualmente, no dia 20 de novembro, data do falecimento do líder negro Zumbi dos Palmares”. È o primeiro artigo da lei 12.519, que a presidenta Dilma Rousseff assinou no 2011. Os dois artigos estabelecem o dia que comemora a cultura e a tradiçao dos descendentes dos Africanos, mas tambem a luta contra os preconceitos e o racismo que ainda existem. A lei cita Zumbi, porque o 20 de novembro è a data naquele o simbulo da luta contra a escravidao morreu. A festa existe desdé a metade do Novecento, mas somente dois anos atraz obteniu o reconhecimento formal do governo federal. O dia existe paralelamente ao dia da libertaçao da escravidao, no 13 de Maio, quando a princesa Isabel no 1888 assinou a lei que libertou os escravos. Os brasileiros falam do dia da Consciencia negra, nao preta: è um jeito de transformar o significado negativo que a palavra tem com um outro positivo, cheio de orgulho.
No Brasil moram 194 milioes de pessoas: o 52% deles declara-se negro ou mulato. E do 10% mais pobre, declara-se assim o 74%. “Quantos negros colegas no seu escritório? No seu clube? Na escola de seus filhos? Na fila do cinema ou nos restaurantes que você frequenta? Repare, agora, quantos em situação de serviçal”, se perguntou a ministra da Cultura Marta Suplicy, num artigo na Folha del Sao Paolo onde ela perguntava uma sociedade mais integrada em todos os niveis sociais. Os movimentos pelos dereitos da populaçao negros dizem que progressos foram feitos, entre eles a lei assinada depois de 13 anos de luta e que institui cotas nas universidades publicas. Mas, dizem tambem, muito deve-se far ainda.
“Os africanos foram trazidos no Brasil como escravos durante quatro seculos e o juizo sobre eles sempre fui incorreto. A consciencia do que eles realmente eram nao existia, nem para eles mesmos, nem para os portugueses e seus descendentes”. A professora Vera Lucia de Oliveira explica assim o clima social naquele nasciu a exigencia de affirmar a cultura e a tradiçao dos afrobrasileiros. A professora nasciu no estado de Sao Paolo, mas desde anos vive na Italia. Ela ensina Literaturas portuguesa e brasileira na Univesidade de Perugia, publicou varias obras de poemas e por essas fui premiada no Brasil e na Italia. Na fazenda, ela explica, o escravo nao era mais do que um bem da empregar, ele nao tinha possibilidade de expressao dele mesmo ou da sua propria cultura. A capoeira nasceu deste jeito, da exicencia de se exprimir, de fortalecer o corpo e tambem de utilizar essa arte como arma.
O impulso pela aboliçao nao chegou somente dos escravos, conquanto que eles fugiam e contestavam. Para obtenir a assinatura da princesa Isabel na lei que no 1888 aboliu a escravidao necessitaram decadas de luta de intelectuales, escritores, deputados, advogados, artistas, jornalistas. “Mas os fazenderos eram contrarios. Perguntaram remuneraçoes, que nao obteniam. Entao aderiram ao movimento republicano e nao foi casualidade che um ano depois o rei foi caçado. Sem este apoio, a Republica nao tinha possibilidade”, diz de Oliveira. Os fazenderos reagiram tambem com uma outra vingança: caçaram os escravos, deixando eles sem trabalho e sem propriedades, obrigando-los a errar no Pais buscando novos lugares para viver. Sostituiram-os com pequenos agricultores brancos da Europa, mão-de-obra competente escolhida numas areas, como a Italia do norte. Depois desta multidão de migrantes, outras chegaram até o total de 5 milioes de pessoas durante algumas decadas. Os novos imigratos eram livres e receberam tambem terra. Os escravos negros, no caos da grande migraçao interna ao Pais, ocuparam areas nas periferias das cicades onde ninguem queria edificar. Como os morros do Rio de Janeiro, perigosos porque quando chove muito tem o risco de choques e derrocadas, e as favelas em geral.
A escolha do 20 de Novembro è simbolica da luta contra a oppressao, do desejo de reconhecimento e liberdade. Nesse dia, no 1695, foi assassinado o lider negro Zumbi dos Palmares, simbolo da luta para a libertaçao dos escravos. Ele era o neto do Ganga Zumba, o rei do Quilombo dos Palmares en Alagoas, perto de um estado indipendente. Grande como a Sicilia, 20mil ex escravos moravam là, depoid da fuga das fazendas. Zumbi foi o lider dum grupo contrario ao acordo arranjado entre o rei e os donos. Comandou a resistencia contra as tropas portuguesas e venceu para 18 vezes, até foi atraiçoado e assessinado. As primeiras noticias do quilombo sao do 1850, a sua fim mais de um seculo depois. A figura do Zumbi voltou legenda. No 1995 o presidente Fernando Henrique Cardoso visitou a area que foi do quilombo e disse che Zumbi nao deve ser considerado un heroi negro, mas um heroi brasileiro.
Porque um dia pra celebrar a consciencia negra? A lei do 2011 confere institucionalização a uma tradiçao que existe desdé os anos Sessenta, criada para revingar as raizes africanas dos descendentes dos escravos. O dia è a ocasiao para falar deste tema nas escolas, organizar eventos culturais, percorrer a memoria historica da presencia africana no Brasil. Isso acontece depois da revisao dos programas escolar, que hoje preve o estudo da escravidao e da sua historia, da presencia dos negros na sociedade. Antes, a presencia cultural era encoberta, apesar do que a sociedade brasileira desdé sempre integra e apesar tambem da importancia na formaçao da cultura: as dancas, a musica, a religiao, a cozinha, as palavras… “Hoje a discriminaçao ainda existe, mas mudou de forma”, dix de Oliveira. O racismo è considerato crime, punido com a prisao, mas outras formas nao sao explicitas, como aquelas economicas, ou ligadas a educaçao e ao trabalho. “A sociedade consultou um psicanalista e recuperou seu passado, viajando de novo no seu grande sofrimento. O dia da consciencia è uma etapa num percurso que o Pais jà fiz em parte, para racontar a sua historia e recuperar as vocez que antes nao eram ouvidas. Recuperando uma identidade multipla”, diz a professora.
Dicas de leitura:
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